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Ricordo del 1° Maggio

2 maggio 2010

Nella giornata della festa del lavoro, oggi non è più un diritto ma un lusso, il mio ricordo è rivolto all’anniversario della strage di Portella della Ginestra, forse la prima strage mafiosa contornata di interessi politici ed economici, con il coinvolgimento di apparati deviati dello Stato.

Oggi il tema del lavoro induce necessariamente ad una riflessione profonda sia sul piano economico che su quello della sicurezza.

Portella della Ginestra è una località montana in provincia di Palermo, situata nei pressi del paese di Piana degli Albanesi, è nota per essere stata teatro della strage del 1º maggio 1947

Il 1° maggio 1947, si tornava a festeggiare la festa dei lavoratori. Circa duemila lavoratori della zona di Piana degli Albanesi, in prevalenza contadini, si riunirono nella vallata di Portella della Ginestra per manifestare contro il latifondismo, a favore dell’occupazione delle terre incolte, e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle recenti elezioni per l’Assemblea Regionale Siciliana, svoltesi il 20 aprile di quell’anno e nelle quali la coalizione PSIPCI aveva conquistato 29 rappresentanti (con il 29% circa dei voti) contro i soli 21 della DC (crollata al 20% circa).

Sulla gente in festa partirono dalle colline circostanti numerose raffiche di mitra che lasciarono sul terreno, secondo le fonti ufficiali, 11 morti (9 adulti e 2 bambini) e 27 feriti, di cui alcuni morirono in seguito per le ferite riportate. La CGIL proclamò lo sciopero generale, accusando i latifondisti siciliani di voler “soffocare nel sangue le organizzazioni dei lavoratori”.

Nel 1949 Giuliano scrisse una lettera ai giornali, in cui affermava lo scopo politico della strage.

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